lunedì 9 febbraio 2026

TUTTO è CALCOLO

 TUTTO E' CALCOLO?

Essere conformisti ci "para le spalle" nel modo migliore ma talvolta, specie dove il rischio è esiguo e la nostra competenza sopra la media, ci piace provare il brivido della creatività e dell'apprezzamento di cui gode una persona originale. Cosa facciamo in questi casi, più o meno consapevolmente? Beh, poiché è ragionevolmente supporre che in passato abbiamo vissuto questa esperienza, la cosa più sensata è recuperare quella modalità di agire applicandola su un altro contenuto. Ho appena ricondotto il pensiero creativo a pensiero statistico, operazione per molti "impossibile". E ci si ricordi che nella ricetta statistica della creatività puo' trovare posto anche un ingrediente essenziale come la "randomizzazione". Perché no? Insomma, diffido di chi senza prove dà per scontato che il nostro cervello non sia una mera macchina statistica, di chi assume come un dogma che l'epistemologia non sia una stereotipologia, dovrebbe bastare il motto della mia bacheca a sancire questo sospetto.

neoliberismo

 Il neo-liberismo è il liberalismo dei convertiti. Si dice che alla sua origine ci fossero Reagan e Thatcher ma questi due personaggi avevano ancora un'ideale classico: il primo restava un cow-boy e la seconda una figlia di bottegai. Ad aizzare l'odio puro per qesta ideologia fu il suo successo, e, quindi, l'inevitabile conversione a sinistra di personaggi come Clinton, Blair, giù giù fino al nostrano Renzi. Per non dire di istituzioni internazionali come l' FMI e la Banca Mondiale, tradizionalmente progressiste e dedite ai "trapianti culturali". Costoro accettarono l'idea di fondo realizzandola sistematicamente con una sorta di tecnocrazia del tutto estranea all'idea classica sorta nella Scozia di fine XVIII secolo di Hume e Smith.